Vitigno di origine spontanea del Piemonte, citato già all’inizio del Cinquecento nel territorio di Chieri (1514 secondo la banca dati del CNR, 1512 secondo il Consorzio). Nel 1798 il conte Nuvolone lo annovera tra le uve di prima qualità dell’Astigiano.

Dà vini ben colorati, strutturati, dall’acidità marcata, adatti all’affinamento in legno: ciliegia, prugna, piccoli frutti neri e, con il legno, cannella, cacao o liquirizia.

Nelle denominazioni